Filippine – Gli USA esortano a riprendere i colloqui con Pechino sulla questione del Mar Cinese Meridionale

Libera traduzione da: South China Morning Post, Tuesday, 26 July, 2016, 4:56pm

Il Segretario di Stato USA John Kerry ha detto oggi di appoggiare la ripresa dei colloqui bilaterali sul Mar Cinese Meridionale tra la Cina e le Filippine, dopo la sentenza contro Pechino sulla controversia all’inizio di questo mese.

La Cina non vi ha partecipato e ha rifiutato di accettare la sentenza del 12 luglio della Corte Permanente di Arbitrato sostenuta dall’ONU [che ha lo status di osservatore dell’Assemblea Generale, N.d.T.], in cui l’alleato americano, le Filippine, ha conseguito un’enfatica vittoria giuridica.

Il Ministro degli Esteri cinese Wáng Yì, in un incontro tra le due parti lunedì a Vientiane, capitale del Laos, aveva chiesto a Kerry di dare il suo appoggio per riavviare i negoziati fra Pechino e Manila.

“Il Ministro degli Esteri ha detto che è giunto il momento di allontanarsi dalle tensioni pubbliche e voltare pagina”, ha detto Kerry in una conferenza stampa. “E siamo d’accordo che … nessun attore dovrebbe agire in maniera provocatoria, nessun attore dovrebbe adottare misure di chiusura, alzando tensioni”.

Kerry ha detto che avrebbe incoraggiato il Presidente delle Filippine Rodrigo Duterte ad impegnarsi nel dialogo e nei negoziati con la Cina quando i due si incontreranno a Manila mercoledì. Kerry è atteso nelle Filippine nella tarda giornata di martedì.

Il rigetto da parte della Cina della sentenza della Corte in quanto illegittima ha rappresentato una sfida, ha detto Kerry. La comunità internazionale, Stati Uniti compresi, considera la sentenza giuridicamente vincolante e una questione di diritto, ha aggiunto.

“Perciò abbiamo ancora un compito davanti a noi, una sfida, che è quella di cercare di lavorare in futuro per assicurarsi che stiamo risolvendo le questioni attraverso la diplomazia e lo stato di diritto”, ha detto.

La Cina rivendica la maggior parte del Mar Cinese Meridionale (nelle foto sotto, infrastrutture cinesi su due delle isole contestate), attraverso il quale si muovono ogni anno più di 5 miliardi di dollari USA per commercio. Brunei, Malaysia, Filippine, Taiwan e Vietnam hanno rivendicazioni concorrenti.

La Cina ha più volte accusato gli Stati Uniti di fomentare tensioni nella regione e di schierarsi nella controversia, accuse che Washington nega.

In un incontro a margine di una riunione dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico, Wáng ha detto a Kerry che la Cina e l’ASEAN hanno concordato che la controversia dovrebbe tornare sul “corretto” binario della risoluzione attraverso colloqui diretti con le parti interessate.

La Cina “spera che gli Stati Uniti adottino misure effettive per sostenere la ripresa dei colloqui tra la Cina e le Filippine e sostengano gli sforzi della Cina e dell’ASEAN per mantenere la pace e la stabilità regionale”, ha detto Wáng secondo una dichiarazione del Ministero degli Esteri pubblicato martedì.

Pretese concorrenti con la Cina sulla vitale rotta di navigazione e sul mare ricco di risorse sono tra le questioni più controverse per i 10 membri dell’ASEAN, che sono pressati dal desiderio di affermare la propria sovranità, favorendo nel contempo i rapporti con una Pechino sempre più assertiva.

L’immagine sopra è tratta da Sino Defence Forum

Lunedì la Cina ha ottenuto una vittoria diplomatica, quando, a fronte delle risolute obiezioni da parte della Cambogia, l’alleato più vicino alla Cina all’interno dell’ASEAN, in una dichiarazione congiunta l’ASEAN stessa ha fatto cadere ogni riferimento alla sentenza della Corte.

Parlando ai giornalisti a Vientiane, il Ministro degli Esteri delle Filippine Perfecto Yasay ha detto che la controversia non è una lite tra Cina e Stati Uniti, ma tra Cina e Filippine.

“Vorremmo portare avanti rapporti bilaterali, in quanto la pacifica risoluzione della controversia interessa la Cina e le Filippine. Gli altri non si occupino di tale controversia”, Yasay ha detto ai giornalisti.

La Cina ha accusato anche il Giappone di interferire nella disputa.

Il Ministero degli Esteri cinese ha detto che Wáng ha nuovamente esortato Tokyo a non intervenire sul Mar Cinese Meridionale, dicendo che il Giappone non è un attore nei contenziosi e dovrebbe evitare di interferire sulle liti marittime.

“Le relazioni tra Cina e Giappone sono ancora vulnerabili e insoddisfacenti”, ha detto Wáng a Fumio Kishida, Ministro degli Esteri giapponese.

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