Turchia – Erdoğan dice che Ḥamās è movimento di resistenza, non gruppo terroristico. Poi incontra a Londra organizzazione ebraica anti-sionista

Il Presidente Erdoğan, accolto dalla Regina Elisabetta II a Buckingham Palace, assume l’impegno per “un forte messaggio” alla violenza di Israele, mentre Theresa May pressa per indagini indipendenti

Elaborazione da fonte: Daily Sabah, May 15, 2018

In un incontro martedì scorso con il Presidente turco Recep Tayyip Erdoğan a Londra, l’organizzazione ebraica ḥaredi (timorati di Dio) anti-sionista Neturei Karta (in Aramaico, i Guardiani della Città) ha lanciato un messaggio di sostegno e solidarietà con la Palestina, nonché un messaggio di critica e condanna di Israele per il trattamento riservato ai civili palestinesi. L’incontro arriva tra le proteste internazionali per la violenza israeliana contro i Palestinesi a Gaza.

Le fonti riferiscono che il gruppo ebraico ortodosso guidato dal Rabbino Capo Elahanan Beck ha avuto un incontro di circa mezz’ora presso l’Hotel Intercontinental con il Presidente Erdoğan, Ömer Çelik, Ministro per gli Affari Europei e Capo negoziatore per l’Accesso all’Unione, e İbrahim Kalın, Consigliere Speciale e portavoce della Presidenza. Beck ha detto: “Dobbiamo renderci conto e capire, comunicando che lo Stato di Israele non è in favore del popolo ebraico”.

Related imageNeturei Karta International riunisce Ebrei ortodossi che credono che la causa sionista di creare uno Stato di Israele in Medio Oriente contraddica gli insegnamenti religiosi ebraici, osservando che tale Stato può essere creato solo dal Messia. I membri del gruppo sono noti per protestare apertamente contro Israele e sostenere i gruppi palestinesi attraverso proteste ed eventi.

“I Sionisti dicono di voler fare un rifugio sicuro per gli Ebrei, vogliono aiutare gli Ebrei … ma questo è falso. Il posto più pericoloso oggi per gli Ebrei, per non parlare dei Palestinesi, ma persino per gli Ebrei, è lo Stato di Israele”, ha detto Beck. “Siamo contrari allo Stato di Israele, siamo contro gli occupanti e dobbiamo portare la pace nella regione”, ha aggiunto.

Martedì il Presidente Erdoğan, da parte sua, ha inviato un “promemoria” al Primo Ministro israeliano Binyamin Netanyahu, dicendo che Ḥamās è un movimento di resistenza, non un gruppo terroristico. In un tweet il Presidente ha detto: “Promemoria per Netanyahu: Ḥamās non è un’organizzazione terroristica e i Palestinesi non sono terroristi. È un movimento di resistenza che difende la Patria palestinese contro una potenza occupante. Il mondo è solidale con il popolo della Palestina contro i suoi oppressori”.

I leader di Ḥamās e Fataḥ dopo la riconciliazione

Lunedì Erdoğan aveva definito Israele uno “Stato terrorista” e lo aveva accusato di “genocidio”. Martedì mattina Netanyahu aveva twittato: “Erdoğan è uno dei più grandi sostenitori di Ḥamās, quindi non c’è dubbio che sia un esperto di terrore e massacri”.

All’inizio della giornata Erdoğan aveva definito Netanyahu “il Primo Ministro di uno stato di apartheid che per oltre 60 anni ha occupato in violazione delle risoluzioni ONU le terre di un popolo indifeso”. “Ha il sangue dei Palestinesi sulle sue mani e non può coprire i crimini attaccando la Turchia”, ha detto in un post in lingua inglese su Twitter in risposta a Netanyahu.

“Vuoi una lezione di umanità? Leggi i Dieci Comandamenti”, ha chiosato Erdoğan.

Lunedì almeno 62 Palestinesi sono stati uccisi e più di 2.700 feriti dalle forze israeliane lungo il confine di Gaza, tra le proteste che segnano il 70° anniversario della fondazione di Israele nel 1948, un evento che i Palestinesi chiamano Nakba o “la Catastrofe”. Il Ministro della Salute di Gaza ha detto che la maggior parte dei Palestinesi uccisi lunedì sono stati colpiti da cecchini israeliani, compresi un bambino di otto mesi morto per inalazione di gas lacrimogeno assieme a otto bambini di età inferiore ai 16 anni.

In seguito alla mortale violenza israeliana nei confronti dei Palestinesi, la Turchia ha richiamato i suoi Ambasciatori in Israele e negli Stati Uniti per consultazioni e ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale.

Intanto, martedì, ultimo giorno della sua visita ufficiale di tre giorni nel Regno Unito, il Presidente Erdoğan ha incontrato la Regina Elisabetta II a Buckingham Palace (foto sotto). Erdoğan e sua moglie Emine sono stati accolti dalla Regina nella stanza 1844 della Sua residenza nel centro di Londra, prima della riunione a porte chiuse, durata circa 40 minuti. Subito dopo, il Presidente Erdoğan ha incontrato il Primo Ministro del Regno Unito Theresa May (foto d’apertura).

May e Erdoğan hanno detto che la Turchia e il Regno Unito hanno concordato che le violenze perpetrate dalle forze israeliane contro i Palestinesi a Gaza devono cessare e che è urgentemente necessaria un’indagine indipendente e trasparente sulle uccisioni.

“Non accetteremo mai il tentativo degli Stati Uniti di spostare l’Ambasciata a Gerusalemme e di riconoscere Gerusalemme come capitale israeliana”, ha detto il Presidente dopo l’incontro. Erdoğan ha anche detto che le “politiche indifferenti” del governo degli Stati Uniti hanno incoraggiato Israele a svolgere più attività di occupazione e violenza in Palestina. Trump aveva scatenato la protesta internazionale lo scorso dicembre, quando aveva riconosciuto unilateralmente Gerusalemme come capitale di Israele e aveva promesso di trasferire l’Ambasciata in città.

“La Storia non vi perdonerà, vedremo questa realtà; la Storia non perdonerà mai nemmeno Israele, vedremo anche questo”, ha detto Erdoğan, rivolgendo le sue parole agli Stati Uniti. Ha poi ribadito l’appello alla comunità internazionale, sollecitando l’ONU “ad agire senza perdere altro tempo per fermare questa oppressione” in Palestina.

Ha anche promesso che un vertice del principale organismo pan-islamico del mondo, in programma questa settimana, avrebbe mandato un “messaggio forte” dopo che le forze israeliane hanno ucciso decine di Palestinesi lungo il confine di Gaza. “La riunione straordinaria di venerdì darà un forte messaggio al mondo da Istanbul”, ha detto, aggiungendo che sono stati invitati tutti i membri dell’Organizzazione della Cooperazione Islamica (OIC).

Theresa May, da parte sua, ha chiesto “un’indagine indipendente e trasparente per scoprire cosa è successo a Gaza ieri”. Ha esortato tutte le parti a dar prova di moderazione, dicendo: “La perdita di vite umane che abbiamo visto è tragica ed estremamente preoccupante … Tale violenza è distruttiva per gli sforzi di pace e chiediamo a tutte le parti di mostrare moderazione”, ha detto, aggiungendo che l’uso di fuoco vivo da parte di Israele è “profondamente preoccupante” e che le proteste palestinesi “devono essere pacifiche”.

La scorsa settimana il governo israeliano aveva affermato che le proteste di confine in corso costituivano uno “stato di guerra” in cui il diritto internazionale umanitario non si applicava.

La May ha detto che il rapporto della Gran Bretagna con la Turchia è indispensabile, lodando l’impatto della cooperazione per la sicurezza e la prospettiva di stretti legami commerciali post-Brexit.

“È giusto che coloro che hanno cercato di rovesciare il governo democraticamente eletto siano consegnati alla giustizia”, ha affermato la May parlando nel suo ufficio di Downing Street al fianco di Erdoğan, che ha ribadito l’apprezzamento per la solidarietà. Ma è anche importante che la Turchia, “che sta affrontando pressioni straordinarie dal fallito colpo di stato, instabilità lungo il confine dalla Siria e dal terrorismo, non perda di vista i valori che sta cercando di difendere”, ha aggiunto il Primo Ministro britannico.

Erdoğan aveva iniziato domenica la sua visita nel Regno Unito, dove ha anche partecipato alla sessione di chiusura del 7° Forum Tatlıdil nella città di Reading (foto a lato). Il Forum Tatlıdil, istituito nel 2011, riunisce figure di spicco del mondo accademico, degli affari, dei media e della politica per rafforzare le relazioni tra Turchia e Regno Unito. Il sesto raduno del Forum si era tenuto l’anno scorso a marzo nella Provincia meridionale turca di Antalya.

Il suo incontro con la Regina Elisabetta II e il Primo Ministro May si è concentrato sui legami bilaterali in dettaglio, ha detto il Presidente turco. “Il gruppo di lavoro per gli scambi e gli investimenti che abbiamo formato durante la visita in Turchia del Primo Ministro nel gennaio 2017 sta funzionando bene e siamo inoltre lieti che sia stato concordato un periodo di transizione tra il Regno Unito e l’Unione Europea in termini di Brexit”, ha detto. Il Presidente ha aggiunto che il Regno Unito è il secondo più grande mercato di esportazione per la Turchia e che il volume degli scambi tra la Turchia e il Regno Unito è stato di 16 miliardi di dollari nel 2017, ma “il nostro obiettivo per il commercio bilaterale è di 20 miliardi di dollari”.

Parlando anche di cooperazione nella lotta contro il terrorismo, Erdoğan ha detto che la Turchia vorrebbe approfondire le relazioni con il Regno Unito in questioni correlate, come vietare le attività di organizzazioni terroristiche quali lo Stato Islamico, il Partito Curdo dei Lavoratori (PKK), il marxista-leninista Fronte Rivoluzionario della Liberazione Popolare (DHKP-C) e quella che in Turchia le istituzioni chiamano Organizzazione Terroristica Gülenista (FETÖ) [cioè il movimento del predicatore turco Fethullah Gülen residente in Pennsylvania], congelando i loro beni e bandendo i loro membri. Il Presidente turco ha detto che ha consegnato una lista di terroristi al Primo Ministro britannico. Ha sottolineato che la Turchia ha ucciso 3.000 terroristi dello Stato Islamico a Jarābulus, nel Governatorato di Aleppo.

Rispondendo a una domanda, Erdoğan ha sottolineato che la Turchia ha espulso più di 6.000 combattenti stranieri e che alcuni sono stati processati in Turchia. Il Premier britannico ha detto che quando la Turchia rimpatria tali individui, dovrebbe condividere anche i supporti probatori raccolti dai loro dispositivi mobili, così la loro condanna sarebbe più facile per il Regno Unito.

Theresa May ha detto che il Ministero dell’Interno britannico e il Ministero dell’Interno turco si impegneranno a condividere le informazioni tra le loro agenzie. Dopo la sua visita ad Ankara nel gennaio scorso, May ha dichiarato che “sia la Turchia sia il Regno Unito hanno subito gravi attacchi da parte di terroristi”. “Dal momento che lo Stato Islamico è sconfitto militarmente, siamo consapevoli del rischio che i combattenti stranieri si disperdano dalla Siria e dall’Iraq. Per contrastare questo, oggi abbiamo concordato passi concreti verso misure che formalizzerebbero la nostra condivisione di informazioni”, ha detto.

La Turchia e il Regno Unito hanno anche concordato sulla necessità di una soluzione politica per porre fine alla guerra in Siria, ha aggiunto  il Primo Ministro britannico, che ha inoltre elogiato la “straordinaria generosità” della Turchia nell’ospitare più di tre milioni e mezzo di profughi siriani e nell’educare più di 600.000 bambini siriani. “Riconosciamo l’enorme sforzo che le autorità turche stanno facendo per dare a quei rifugiati l’aiuto di cui hanno bisogno”, ha detto.

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