Turchia – Annunciato il percorso “più appropriato” per il Canale di Istanbul

Libera traduzione da: Hürriyet Daily News, January 15, 2018, 12:36

Il 15 gennaio scorso la Turchia ha svelato il percorso “più appropriato” per il progetto del Canale di Istanbul, una via d’acqua artificiale a livello del mare parallela al Bosforo, [lo Stretto, N.d.T.] che collega il Mar Nero al Mar di Marmara.

“Il corridoio Küçükçekmece-Sazlıdere-Durusu è stato scelto come il percorso più appropriato per il Kanal İstanbul”, ha detto Ahmet Arslan, Ministro dei Trasporti, Affari marittimi e Comunicazioni, in una conferenza stampa ad Ankara il 15 gennaio.

Arslan ha detto che il percorso si estenderebbe per una lunghezza di 45 chilometri.

Il percorso dovrebbe iniziare sul lago Küçükçekmece, che si trova tra i quartieri di Esenyurt e Avcılar nella zona europea di Istanbul. Quindi proseguirebbe verso nord attraverso la Diga di Sazlıdere di Istanbul e raggiungerebbe il Mar Nero a est della Diga di Terkos, situata nel villaggio di Durusu nel distretto di Çatalca.

Le autorità turche sostengono che il canale sarà in grado di ospitare 160 imbarcbazioni al giorno e quindi di fornire sollievo al traffico marittimo, in particolare al traffico delle petroliere, che attualmente deve attendere per attraversare il Bosforo.

“L’obiettivo principale di questo progetto è ridurre i potenziali rischi posti dalle navi che trasportano materiali pericolosi passando attraverso lo Stretto del Bosforo. Miriamo anche a creare condizioni di vita migliori e moderne per i nostri cittadini attraverso progetti di transizione urbana da realizzare lungo la rotta marittima pianificata”, ha detto Arslan ai giornalisti.

Il Ministro ha aggiunto che al progetto partecipano, oltre ad esperti internazionali, le principali università della Turchia, come l’Università Tecnica di Istanbul (İTÜ), l’Università Tecnica del Medio Oriente (ODTÜ) e l’Università Gazi.

“Stiamo conducendo studi completi per ridurre al minimo l’impatto del progetto sui corsi d’acqua sotterranei rilevati lungo il canale previsto”, ha affermato Arslan.

Tuttavia, gli avversari hanno messo in guardia dalle conseguenze ambientali potenzialmente catastrofiche e criticato speculatori incoraggiati dall’espansione urbana incontrollata.

Sul Canale di Istanbul si sta lavorando da diversi anni, con l’allora Primo Ministro Recep Tayyip Erdoğan che lo ha annunciato come un “progetto pazzo” prima delle elezioni parlamentari del 2011.

I dettagli del progetto sono stati a lungo avvolti nel mistero e Arslan è rimasto a bocca cucita sul suo finanziamento, sottolineando semplicemente che sarebbe “molto più grande” di altri progetti.

“Stiamo valutando diverse opzioni, tra cui il PPP [partenariato pubblico-privato] e il BOT [trasferimento di costruzione e gestione] per attuare il progetto. Puntiamo a concludere la procedura di gara per il canale entro la fine dell’anno e il processo pioneristico potrà anche iniziare nel 2018″, ha detto Arslan.

Il Ministro ha rifiutato di commentare il costo stimato del progetto.

“Al momento il più grande progetto turco in opera è il terzo aeroporto di Istanbul, ma il Kanal İstanbul sarà molto più grande”, ha aggiunto il Ministro.

Un consorzio di imprese turche ha vinto una gara d’appalto nel 2013 con un’offerta di 22 miliardi di euro per costruire e gestire il terzo aeroporto di Istanbul.

Il terzo aeroporto e il canale di Istanbul sono due esempi di mega-progetti del governo intesi a rafforzare il settore delle costruzioni nel Paese e la domanda interna. Con Erdoğan leader, il governo ha speso miliardi di dollari per autostrade, ponti e altri progetti infrastrutturali.

Quando gli è stato chiesto se la Convenzione di Montreux avrebbe dovuto essere modificata a causa del progetto Kanal İstanbul, Arslan ha dichiarato che “la Convenzione di Montreux regola l’accesso allo Stretto del Bosforo. Tuttavia, i regolamenti per il Bosforo e il canale che il nostro Paese intende costruire per offrire un percorso alternativo sono diversi. La Convenzione di Montreux è una questione completamente diversa”.

La Convenzione di Montreux del 1936 conferisce alla Turchia il controllo dello Stretto del Bosforo e dei Dardanelli e regola il transito delle navi da guerra.

La Convenzione dà alla Turchia il pieno controllo sullo Stretto e garantisce il libero passaggio delle navi civili in tempo di pace. Limita il passaggio di navi militari non appartenenti agli Stati del Mar Nero.

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