Palestina – Israele massacra decine di Palestinesi mentre si celebra il 70° anniversario della Nakba

La Casa Bianca si rifiuta di esortare Israele a usare moderazione mentre almeno 58 Palestinesi vengono uccisi negli scontri ai confini di Gaza

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Elaborazione da fonti: Chloé Benoist, in Middle East Eye, 14 May 2018, 15:00 UTC; Independent, 14-15 May 2018

Decine di Palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane nella Striscia di Gaza mentre migliaia di Palestinesi sono scesi in piazza in tutti i territori occupati per celebrare il 70° anniversario della Nakba, con tensioni a Gerusalemme, Gaza e Cisgiordania.

La Nakba – o catastrofe – vide 750.000 Palestinesi sfollati dalle loro case (nella foto a lato) durante la creazione dello stato di Israele nel 1948. I loro discendenti ora contano cinque milioni di rifugiati, compresi oltre due milioni nel solo territorio palestinese occupato, che hanno chiesto la fine dell’occupazione israeliana e il diritto di tornare in Patria.

Mentre l’anniversario della cacciata dei Palestinesi dalle loro terre viene solitamente celebrato il 15 maggio, grandi manifestazioni si sono svolte il giorno prima per accogliere l’imminente inizio del mese sacro musulmano del Ramaḍān e per protestare contro l’inaugurazione dell’Ambasciata statunitense a Gerusalemme. La decisione del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di spostare l’Ambasciata lo scorso dicembre ha profondamente irritato i Palestinesi, che la considerano un riconoscimento ufficiale degli Stati Uniti di Gerusalemme come capitale di Israele e un aperto sostegno al governo israeliano a scapito di eventuali negoziati di pace.

Lo status di Gerusalemme è stato a lungo un punto di contesa nel conflitto israelo-palestinese: l’Autorità Nazionale Palestinese vuole che Gerusalemme Est sia la sua capitale come parte di una soluzione a due Stati, ma Israele vuole l’intera città come sua capitale.

Corrispondenti di Middle East Eye sul campo a Gaza hanno riferito che le forze israeliane di stanza dietro la recinzione hanno pesantemente fatto fuoco sulla folla fin dal mattino, oltre ad utilizzare piccoli droni che hanno lanciato lacrimogeni sopra i manifestanti.

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La comunità internazionale ha denunciato l’uso eccessivo della forza da parte dell’esercito. Amnesty International ha denunciato la repressione violenta dell’esercito israeliano contro le proteste di Gaza come “un’aberrante violazione del diritto internazionale … Questo è un altro orribile esempio dell’esercito israeliano che usa forza eccessiva e munizioni vere in un modo totalmente deplorevole … Questa è una violazione degli standard internazionali, che in alcuni casi sembrano essere omicidi volontari, che costituiscono crimini di guerra”.

I leader palestinesi, sia nel territorio occupato che nella comunità di cittadini palestinesi di Israele, hanno accusato l’esercito israeliano di aver compiuto un “massacro” a Gaza. “Si sta verificando un massacro contro civili disarmati a Gaza. Cosa hanno pensato [l’Ambasciatore statunitense David] Friedman e [Jason] Greenblatt [attuale Rappresentante speciale USA per i negoziati internazionali] scegliendo la #Nakba70 per la loro vergognosa celebrazione dell’odio? Il governo israeliano deve essere ritenuto responsabile. Fermare il massacro”, ha twittato Aḥmad Tibi, un parlamentare palestinese che è Vice Presidente del Parlamento israeliano.

ʾAyman Odeh, leader della Lista Comune (terzo gruppo politico nella 20a Knesset) che rappresenta principalmente i cittadini palestinesi di Israele, ha condannato il “bagno di sangue”, mentre il portavoce di Ḥamās Fawzi Barhum ha detto che Israele sta minacciando i manifestanti palestinesi con “uccisioni e terrorismo”.

I dimostranti a Gaza, che si sono radunati nelle ultime sei settimane come parte della “Grande Marcia del Ritorno”, sono tornati di nuovo nella zona cuscinetto vicino alla recinzione che separa il territorio costiero bloccato da Israele. Il Ministero della Sanità di Gaza ha affermato che le forze israeliane hanno ucciso almeno 90 Palestinesi e ne hanno ferito oltre 11.000 dall’inizio della marcia il 30 marzo.

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Secondo il Ministero, entro le 15:00 ora locale di ieri almeno 1.703 persone erano state ferite dalle forze israeliane in tutto il territorio. Il Ministero aveva identificato 43 dei morti, tutti compresi fra i 14 e i 35 anni. Gli altri Palestinesi morti non erano stati immediatamente identificati.

L’esercito israeliano ha intanto riferito di aver ucciso almeno tre Palestinesi in un attacco aereo nei pressi di Rafaḥ, sostenendo che avevano tentato di mettere un ordigno esplosivo vicino alla recinzione.

Secondo Micky Rosenfeld, portavoce per i media esteri della Polizia Nazionale Israeliana, migliaia di poliziotti sono stati dispiegati a Gerusalemme in previsione della cerimonia di inaugurazione dell’Ambasciata, che è iniziata alle 16:00 ora locale (13:00 GMT). Secondo i media locali, molti Palestinesi sono stati arrestati lunedì mattina presto prima delle manifestazioni, mentre diverse strade e ingressi ai villaggi sono stati chiusi dalle forze israeliane per impedire ai Palestinesi di unirsi alle manifestazioni.

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Ciò nonostante, i residenti palestinesi della città hanno manifestato in vista della cerimonia. Le forze israeliane hanno anche impedito agli autobus di manifestanti di lasciare la Città Vecchia per dirigersi verso l’Ambasciata degli Stati Uniti, situata nell’edificio che in passato ospitava il Consolato degli Stati Uniti. A Baten al-Hawa, nel quartiere di Silwan, situato appena fuori dalla Città Vecchia, i manifestanti palestinesi hanno affrontato la forza della polizia israeliana.

Nel frattempo, i Palestinesi hanno dimostrato in tutta la Cisgiordania occupata, mentre almeno 1.200 soldati israeliani sarebbero stati impiegati per contrastare le proteste, usando gas lacrimogeni e granate assordanti contro i manifestanti. A Rāmallāh, a nord di Gerusalemme, i manifestanti hanno cercato di attraversare il posto di blocco militare di Qalandiya, ma sono stati accolti con la forza. Un giovane uomo è stato ucciso nel villaggio di Deir Nidham, a nord-ovest di Rāmallāh.

Nella città di Ḥebron sono scoppiati violenti scontri con le forze dell’esercito israeliano nell’area di Bāb az-Zāwiya. E a Betlemme in centinaia hanno marciato da Piazza Nissan verso una base militare israeliana situata appena a nord della città, per poi essere colpiti con gas lacrimogeni e bombe assordanti. L’esercito israeliano ha anche usato gas lacrimogeni vicino alle scuole di Ḥebron, così come nel villaggio di Tuquʿ, nell’area di Betlemme, dove gli studenti che stavano affrontando gli esami di fine anno hanno subito un’eccessiva inalazione di gas lacrimogeno.

“Stavamo marciando pacificamente – uomini, donne, bambini, giovani”, ha detto a Middle East Eye Sajida Allan, un dimostrante 24enne che vive nel campo profughi di ‘Ayda, a Betlemme. “Nessuno stava nemmeno lanciando pietre. Ma appena due minuti dopo essere arrivati fuori dalla base militare israeliana, i soldati hanno lanciato bombe assordanti e gas lacrimogeni, costringendo le persone a scappare … Abbiamo cercato di evitare il gas perché ci faceva bruciare gli occhi e faceva male al petto”, ha detto. “Hanno sparato contro di noi, ma stavamo solo cercando di esprimere noi stessi e le nostre frustrazioni per i 70 anni di esilio che abbiamo vissuto e per l’apertura dell’Ambasciata americana a Gerusalemme”.

Allan ha espresso la speranza che altri Palestinesi possano scendere in piazza il 15 maggio. “Gerusalemme è più di una semplice città per noi, è un simbolo della Palestina. Siamo cresciuti ascoltando storie su Gerusalemme come una città araba, una città palestinese e come il futuro del nostro Stato palestinese. E noi protestiamo in modo che possa rimanere così”.

Il Presidente palestinese Maḥmud ‘Abbās depositerà un reclamo per crimini di guerra contro Israele presso la Corte Penale Internazionale

Secondo l’Associated Press, il Presidente palestinese Maḥmud ‘Abbās e altri dirigenti palestinesi hanno affermato che stanno programmando di depositare un reclamo per crimini di guerra contro Israele presso la Corte Penale Internazionale. Ṣāʼib ʻRēqāt, un diplomatico palestinese e parlamentare di Fataḥ, dice che la decisione è stata presa lunedì e che stanno programmando di firmare immediatamente la segnalazione alla Corte Penale Internazionale.

Il Corpo iraniano delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha condannato l’uccisione israeliana di Palestinesi nella Striscia di Gaza. Una dichiarazione dei Guardiani della Rivoluzione riportata dall’agenzia semi-ufficiale Fars ha detto di aver fermamente condannato gli Stati Uniti per avere spostato la propria Ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme: “L’atto aspro e scorretto … potrebbe iniziare una nuova ondata di lotta contro l’America, di rabbia e odio oltre la regione contro i sostenitori di questa mossa scorretta”.

Il Segretario Generale di Ḥizb Allāh Ḥasan Naṣrallāh ha detto che gli Stati Uniti “non possono essere considerati leali” dopo il trasferimento dell’Ambasciata a Gerusalemme. Non è chiaro dove il Presidente Trump stia “portando il mondo e l’America”, ha aggiunto Naṣrallāh in un discorso televisivo a Beirut.

Il Primo Ministro turco Binali Yıldırım ha detto che gli Stati Uniti sono complici di Israele in quello che ha definito un “crimine contro l’umanità”. “Purtroppo, gli Stati Uniti sono stati arrogantemente dalla parte dell’Amministrazione israeliana che uccide i civili e hanno collaborato a questo crimine contro l’umanità”, ha detto ad Ankara. E il suo Ministro degli Esteri Mevlüt Çavuşoğlu (nella foto sopra), in un’intervista concessa ad una rete televisiva, ha assicurato che “c’è un massacro lì, il terrore di stato”. Il Ministro ha aggiunto che “condannare oggi il massacro non è sufficiente, la comunità internazionale deve intraprendere un’azione comune”, mentre sollecita l’Organizzazione della Cooperazione Islamica e la Lega araba a prendere una posizione più ferma per la causa palestinese. Intanto, migliaia di persone si riunivano a Istanbul per condannare la decisione degli Stati Uniti di trasferire la propria ambasciata a Gerusalemme, bruciando bandiere americane e israeliane e protestando contro gli scontri mortali lungo il confine israelo-palestinese.

La Regina di Giordania Rāniyā al-ʻAbd Allāh ha rilasciato un’affermazione molto chiara che lamenta “un giorno oscuro e triste nella storia, segnato da ulteriori sacrifici palestinesi. Quando la coscienza del mondo si mobiliterà per dare ai Palestinesi i diritti che molti di noi danno per scontati? Possa Dio avere pietà di coloro che hanno perso la vita difendendo l’orgogliosa identità araba di Gerusalemme”.

La Casa Bianca ha rifiutato di condannare Israele per aver ucciso 58 manifestanti palestinesi o anche di chiedere moderazione, cercando invece di dare la colpa a Ḥamās e descrivendo le proteste come un “raccapricciante tentativo di propaganda”. Mentre da tutto il mondo proviene la condanna per le ultime violenze compiute dalle forze israeliane al confine con Gaza, Raj Shah,  portavoce della Casa Bianca e Vice Assistente del Presidente, ha detto a Washington che l’Amministrazione ritiene che Israele abbia il diritto di difendersi. Shah ha detto ai giornalisti : “Penso che, per decenni, abbiamo camminato su gusci d’uovo fingendo che Gerusalemme non sia la capitale di Israele quando, ovviamente, lo è”. Nimrata Nikki Randhawa coniugata Haley, Rappresentante permanente degli Stati Uniti all’ONU, non ha parlato con i giornalisti mentre si dirigeva verso il Consiglio di Sicurezza per un incontro non correlato.

Karen Elizabeth Pierce, Rappresentante permanente del Regno Unito all’ONU, ha detto: “Ovviamente è un evento molto preoccupante, è una cosa molto triste … La lista delle vittime è ora oltre 50 con forse più di mille feriti”, ha continuato. “Ovviamente si chiede moderazione su tutti i lati, non è questo che vogliamo vedere sul terreno”. Il portavoce del Primo Ministro Theresa May ha detto che il Regno Unito non ha intenzione di trasferire la propria Ambasciata in Israele a Gerusalemme.

Il Presidente francese Emmanuel Macron ha condannato la violenza contro i dimostranti palestinesi a Gaza in un comunicato diffuso nella serata di lunedì. “Macron ha lamentato il gran numero di vittime civili palestinesi a Gaza oggi e nelle ultime settimane”, ha detto la Presidenza francese. Macron ha parlato con il Re di Giordania ʿAbdullāh II e il Presidente palestinese Maḥmud ‘Abbās lunedì e ha in programma di parlare martedì con il Primo Ministro israeliano Binyamin Netanyahu, ha detto la Presidenza.

Secondo l’Associated Press, Israele ha reso noto che il Sudafrica ha richiamato il suo Ambasciatore in seguito alle uccisioni di almeno 58 manifestanti lungo il confine di Gaza. Secondo l’Agence France-Presse, il Sudafrica ha confermato che sta ritirando il suo Ambasciatore da Israele. “Dato il modo indiscriminato e grave dell’ultimo attacco israeliano, il governo sudafricano ha preso la decisione di richiamare l’Ambasciatore Sisa Ngombane con effetto immediato fino a nuovo avviso”, ha detto il Ministero degli Esteri del Paese in una dichiarazione.

Martedì il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite terrà una riunione su Gaza e il Medio Oriente. Durante la riunione, Nikolaj Evtimov Mladenov, Coordinatore speciale per il processo di pace in Medio Oriente, dovrebbe informare il Consiglio di Sicurezza.

L’agenzia di stampa egiziana MENA, citando un diplomatico arabo, ha riferito che la Lega Araba terrà una riunione straordinaria per discutere della mossa “illegale” dell’Ambasciata americana. Il Segretario Generale della Lega Araba, l’egiziano Aḥmad Abū l-Ghaiṭ, ha definito la mossa una “chiara violazione della legge internazionale”, ha affermato la MENA. “La caduta dei martiri palestinesi a causa dei proiettili dell’occupazione israeliana deve suonare l’allarme … campana per qualsiasi Stato che non trovi nulla di sbagliato per la posizione immorale e illegale che stiamo osservando”, ha detto. “L’apertura dell’Ambasciata americana nella Gerusalemme occupata rappresenta un passo di estrema gravità. Non penso che l’Amministrazione statunitense comprenda le sue reali conseguenze sia a breve sia a lungo termine”, ha aggiunto.

Si prevede che la Lega Araba si riunirà mercoledì a livello di rappresentanti permanenti “per contrastare la decisione illegale presa dagli Stati Uniti d’America di trasferire la propria ambasciata a Gerusalemme”, ha riferito la MENA.

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