Myanmar – L’Organizzazione della Cooperazione Islamica chiede azione dell’ONU a difesa dei Musulmani birmani

Elaborazione da fonte: OnIslam & News Agencies, Monday, 15 April 2013, 00:00

L’Organizzazione della Cooperazione Islamica ha chiesto un intervento del Consiglio di Sicurezza dell’ONU per fermare gli attacchi contro i Musulmani in Myanmar e ha sollecitato il governo birmano a consentire ad una propria delegazione ministeriale di discutere di violenza anti-musulmana nel Paese a maggioranza buddhista.

In numerose città del Myanmar centrale, in una settimana di violenza all’inizio di aprile, sono state uccise almeno 43 persone e sono state bruciate diverse moschee. I monaci buddhisti del cosiddetto “Movimento 969”, che rappresenta una forma radicale di nazionalismo, sono accusati di incitamento all’odio contro i Musulmani. Le violenze seguivano attacchi nell’ovest del Paese contro i Rohingya, Musulmani prevalentemente di etnia bengalese.

“Tale violenza è una chiara indicazione di approccio negativo del governo rispetto alle tensioni etniche e religiose scoppiate la scorsa estate”, ha detto ieri Ekmeleddin Ihsanoglu, Segretario Generale dell’OIC, partecipando a una riunione d’emergenza del Gruppo di Contatto dell’Organizzazione, gruppo formatosi a settembre scorso e comprendente 11 dei 57 membri (Afghanistan, Arabia Saudita, Bangladesh, Brunei, Djibuti, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Malesia, Sudan e Turchia). Ad ottobre l’OIC aveva cercato di aprire un ufficio nel Paese a difesa dei Musulmani, ma l’iniziativa era stata bloccata dal Presidente birmano Thein Sein in seguito alle proteste di massa dai monaci buddhisti.

“Abbiamo tentato di stabilire una comunicazione con le autorità birmane, scegliendo una figura di spicco di un Paese vicino per visitare il Myanmar, e di aprire discussioni con i funzionari, ma il governo non è stato sensibile”.

Da parte sua, Wakar Uddin, Direttore Generale di Arakan Rohingya Union (ARU), ha chiesto l’aiuto dei Musulmani per fermare gli attacchi contro di loro, che rappresentano circa il 4% della popolazione su un totale di circa 60 milioni e sono in gran parte Indiani, Cinesi e provenienti dal Bangladesh. “Questo non è più un problema soltanto dei Rohingya”, ha detto.

I Musulmani sono entrati in massa nel Myanmar per la prima volta come lavoratori a contratto dal subcontinente indiano durante il dominio coloniale britannico, che si è concluso nel 1948; ma nonostante la loro lunga storia, non sono mai stati pienamente integrati nel Paese.

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